Anna Pacco

EMDR
(Eye Movement Desensitization and Reprocessing)

 

 

 

 

 

L’EMDR (desensibilizzazione e rielaborazione  attraverso i movimenti oculari) è un approccio utilizzato per trattare tutti i tipi di traumi o eventi stressanti, in modo da aiutare il paziente ad arrivare ad una rielaborazione positiva degli stessi.

Per esperienza stressante o traumatica si intendono i piccoli/grandi traumi subiti nel corso della crescita, eventi stressanti quali lutti, malattie, conflitti coniugali e cambiamenti, come anche eventi al di fuori dell’esperienza umana consueta quali disastri naturali (terremoti, inondazioni) o disastri provocati dall’uomo (incidenti gravi, violenza).

Questa metodologia, che può essere integrata nei programmi terapeutici per accrescerne l’efficacia e ridurre i tempi necessari al trattamento, utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra, per ristabilire l’equilibrio eccitatorio/inibitorio, provocando così una migliore comunicazione tra gli emisferi cerebrali. L’EMRD si basa infatti su un processo neurofisiologico naturale, legato all’elaborazione accelerata dell’informazione.   
L’EMDR vede la patologia come informazione immagazzinata in modo non funzionale:  quando avviene un evento ”traumatico”, viene disturbato l’equilibrio eccitatorio/inibitorio  necessario per l’elaborazione dell’informazione.  Questo provoca il ”congelamento” dell’informazione nella sua forma ansiogena originale, nello stesso modo in cui è stato vissuto. Tale informazione ”congelata” e racchiusa nelle reti neurali non può essere elaborata e quindi continua a provocare patologie. 
I movimenti oculari saccadici e ritmici usati con l’immagine traumatica, con le convinzioni negative ad essa legate e con il disagio emotivo facilitano la rielaborazione dell’informazione fino alla risoluzione dei condizionamenti emotivi, portando ad una riduzione significativa dei sintomi (stress emotivo, pensieri invadenti, ansia, flashbacks, disturbi del sonno, incubi).